L'Indice delle Imprese "Libere"

Da pochi giorni Linux Professional Institute, uno dei principali punti di riferimento nel mondo del software libero applicato all'impresa, ha avviato una importante campagna di "indicizzazione" delle aziende dedite a fornire servizi, formazione e consulenza su Linux e su soluzioni open, con l'obiettivo di rendere più facile ed agevole il contatto tra la domanda di chi ha intenzione di avvalersi degli innumerevoli vantaggi del software e codice aperto (trasparenza, interoperabilità, alti margini di personalizzazione ed assenza di logiche di lock-in sugli applicativi usati) e l'offerta degli esperti del settore.

L'iniziativa è stata lanciata in un momento storico di particolare interesse, in cui un numero sempre maggiore di realtà (sia pubbliche che private, anche di grandi dimensioni) hanno compiuto o stanno per compiere il passaggio - tecnologico, ma anche culturale ed operativo - al software libero, ma non sempre riescono ad individuare chi possa fornire l'assistenza necessaria per compiere migrazioni su ampia scala. I contenuti del nuovo indice saranno verificati e valutati dal team di Linux Professional Institute, al fine di garantire una elevata qualità tecnica degli enti referenziati ed una reale adesione degli stessi ai principi etici del movimento freesoftware.

Ci auguriamo che la campagna possa avere un ampio riscontro, e fornire una ulteriore accelerazione a Linux ed al software "free libre open source" nel nostro Paese.

Un Contributo Importante: il Tuo

Seguendo lo spirito del Linux Day 2014, quest'anno dedicato alle Community che quotidianamente operano per arricchire e tutelare il patrimonio comune di software, contenuti ed informazioni di cui - spesso inconsapevolmente - gode la maggior parte della popolazione tecnologica, è stata oggi pubblicata sul trafficato sito linux.it una sorta di "bacheca" in cui verranno pubblicati nel tempo varie richieste di aiuto e supporto a diverse attività legate in un modo o nell'altro alla diffusione di Linux e del software libero in Italia. Interventi soprattutto in forma di supporto tecnico e programmazione rivolti a chi possiede particolari competenze e vuole metterle a disposizione, ma anche di divulgazione e promozione cui tutti possono indipendentemente aderire per dare il proprio contributo concreto e pratico.

Confidiamo che lo strumento, che implementa un approccio "opensource" alle azioni stesse della comunità freesoftware e deliberatamente pubblicato su una pagina di ampio passaggio, aiuti ad intercettare nuovi volontari intenzionati ad avere un proprio ruolo attivo, non da semplici spettatori, alla rivoluzione digitale e culturale abilitata dall'Internet.

Per chi volesse da subito attivarsi con una semplice azione operativa, ricordiamo che sono disponibili i banner del Linux Day 2014, da esporre sul proprio sito, il proprio blog, o anche condividere sui propri profili social.

Voglia di Software Libero

Il Ministero per la Semplificazione ha pubblicato qualche dato sulle mail ricevute a seguito dell'appello lanciato il mese scorso al fine di coinvolgere i cittadini con idee e proposte finalizzate a migliorare la funzione ed il funzionamento della Pubblica Amministrazione in Italia. E salta all'occhio come tra i temi più spesso citati spontaneamente, al di fuori degli argomenti proposti, si trovi anche il software libero, presente in più di 1000 messaggi (compreso quello di Italian Linux Society) indirizzati negli ultimi 30 giorni a rivoluzione@governo.it
Un numero che lascia pochi dubbi sulla diffusione e sulla capillarità del "fenomeno opensource", evidentemente sentito e percepito da una fetta consistente di cittadini a loro volta sempre più coscienti ed attenti al ruolo che la tecnologia ha nella nostra vita quotidiana.

Il software libero e opensource, che per sua natura è interoperabile, trasparente ed economicamente efficiente, è e deve essere lo strumento e la metodologia d'elezione con cui implementare la digitalizzazione di una Pubblica Amministrazione altrettanto interoperabile, trasparente ed efficiente. Le disposizioni normative in tal senso non mancano, la volontà popolare (evidentemente) neppure, è ora necessaria l'intenzione politica - condita da competenza e consapevolezza tecnica - per rendere operativi i proclami di innovazione e cambiamento.

Ci auguriamo che questa massiccia risposta pubblica venga interpretata come un segnale da parte del Governo, una presa di posizione che non può essere ignorata né tantomeno rimandata ulteriormente.

La Nostra Lettera al Governo

Come molti sanno il Governo Italiano attualmente in carica ha lanciato alla fine del mese scorso un appello per raccogliere spunti e idee per migliorare la Pubblica Amministrazione italiana. E anche Italian Linux Society ha voluto dir la sua. Rammentando il ruolo del software libero come strumento di integrazione e trasparenza, e lanciando una proposta forse modesta ma comunque concreta ed immediatamente applicabile: il coinvolgimento di CONSIP, crocevia degli acquisti tecnologici (hardware e software) degli enti istituzionali, per applicare e far rispettare una legge saggia ma ancora troppo scarsamente osservata.

Regolamenti e norme per il freesoftware nella amministrazione pubblica già esistono. Ogni tanto è giusto ricordarne l'esistenza e sollecitarne il rispetto.

Questa mail viene inoltrata a nome di Italian Linux Society, associazione nazionale per la promozione di Linux e del Software Libero ( http://www.ils.org/ ).
Nel congratularci per l'interessante iniziativa di raccolta di spunti da parte dei cittadini per il miglioramento e l'efficientamento della Pubblica Amministrazione, vorremmo a nostra volta sprimere un parere facendo direttamente riferimento all'appello circolato in forma di lettera e riportato dai media.

Il Codice di Amministrazione Digitale (decreto legislativo 7 marzo 2005 n. 82) all'articolo 68 cita la necessità da parte delle amministrazioni di svolgere, in sede di acquisizione di prodotti software per lo svolgimento delle proprie mansioni, una valutazione comparativa che argomenti le ragioni tecniche ed economiche della scelta di una soluzione o dell'altra. Dettagliate modalità di stesura di tale valutazione sono enumerate nella circolare 63/2013 emessa dall'Agenzia per l'Italia Digitale, che specifica e prioritizza i parametri da prendere in considerazione. Suggerendo peraltro la preferenza per soluzioni di carattere "libero" e "opensource", di cui dunque il committente riceve copia integrale del codice sorgente. Tale disposizione è ispirata da precisi obiettivi strategici, il cui scopo è quello di garantire l'interoperabilità delle piattaforme a lungo termine, evitare scomode ed anti-economiche condizioni di lock-in tecnologico, ed avere maggiore flessibilità nell'assegnazione di appalti e nell'aggiornamento delle infrastrutture.

Purtroppo però tale condizione è troppo spesso ignorata, a volte per scarsa conoscenza della norma, altre volte per scarsa conoscenza delle alternative esistenti, più frequentemente per inerzia, scarsa iniziativa, o dipendenza da parte di specifiche piattaforme e specifici formati documentali (esattamente ciò che, come detto, la norma vorrebbe evitare).

La semplice applicazione dei regolamenti già in essere, ed in particolare l'adozione di soluzioni a codice aperto e con licenza libera, sarebbe l'opportunità per incidere sugli strumenti informatici che l'amministrazione pubblica usa e mette a disposizione, in termini di integrabilità delle soluzioni, ricaduta locale degli investimenti in campo tecnologico - ora destinati in larga parte a sovvenzionare ricerca e sviluppo condotti dall'altra parte dell'oceano -, e risparmio economico. Il coinvolgimento di CONSIP, affinché richieda le suddette valutazione comparative e le pubblichi contestualmente ai bandi collettivi emessi dal consorzio, sarebbe certo un importante passo in questa direzione. E i fondi oggi spesi per il periodico rinnovo delle licenze software, che offrono ben scarso valore aggiunto, sarebbero da dirottare in modo più proficuo e utile alla - spesso carente - formazione dei dipendenti al fine di aumentare la loro conoscenza degli strumenti a disposizione e, conseguentemente, la loro abilità e produttività.

I soci dell'associazione Italian Linux Society, che da 20 anni opera nel campo del software libero ed opensource, restano a disposizione per eventuali approfondimenti, spunti e segnalazioni su metodi, possibilità e potenzialità di questo genere di soluzioni all'interno della Pubblica Amministrazione.

Un Ostacolo in Meno per Linux a Scuola

Un piccolo, grande aggiornamento per quanto riguarda l'uso di software libero a scuola.

Da alcuni anni agli studenti delle scuole italiane vengono somministrati questionari volti a valutare la qualita' e l'efficacia della didattica negli istituti, su iniziativa del Ministero per l'Istruzione e su supervisione dell'Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo (INVALSI). Purtroppo pero' l'unico modo con cui ogni scuola poteva trasmettere all'ente gli esiti delle prove e' sinora stato un documento fruibile esclusivamente con il programma Microsoft Excel, pesantemente manipolato con funzionalita' non interoperabili con applicativi analoghi quali LibreOffice o OpenOffice, e dunque impossibile da utilizzare su piattaforme operative diverse da Microsoft Windows.
In passato cio' ha provocato gravi situazioni di imbarazzo e difficolta' a coloro che, con impegno e dedizione, spesso usando il proprio tempo libero e la propria pazienza, sono riusciti ad introdurre alternative libere (nonche' gratuite e legalmente ridistribuibili agli studenti a costo zero) nei rispettivi istituti scolastici, i quali si sono trovati impossibilitati a svolgere una operazione richiesta dall'organismo centrale.

Ma oggi, grazie a numerose richieste ed a numerosi solleciti - generati soprattutto dal sempre attivissimo gruppo del progetto WiiLD, primo promotore del software libero nella scuola nostrana - INVALSI ha iniziato a distribuire una applicazione ad-hoc, cross-platform, che permette a tutti di dialogare digitalmente con l'ente per la raccolta delle informazioni. Un dettaglio di grande valore, destinato a rendere piu' facile l'adozione di soluzioni informatiche alternative e svincolate dal circolo vizioso del monopolio "de facto" che vige in tanti ambiti, non ultimo quello della scuola, pesando sui bilanci e sull'autonomia che dovrebbe essere garantita al delicato settore dell'istruzione.
Tutti coloro che operano o forniscono assistenza tecnica all'interno di una scuola sono invitati a prendere parte alla sperimentazione del nuovo programma, inviando una mail di richiesta informazioni a prove2014@invalsi.it.

Un pezzetto alla volta, auspichiamo in una scuola sempre piu' aperta, libera, partecipata e consapevole, anche in campo tecnologico.

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