DUCC-IT 2017

DUCC-IT

Sabato 6 e domenica 7 maggio si svolgerà a Vicenza l'edizione 2017 della "Debian/Ubuntu Community Conference", più nota come DUCC-IT, (quasi) annuale incontro tra attivisti freesoftware che negli anni si è allargata anche ad altri temi oltre le due ben note distribuzioni Linux che ne compongono il nome.

Il programma pubblicato vede, tra gli altri, un intervento del Presidente di Italian Linux Society, dedicato non solo a presentare ma anche e soprattuto a discutere insieme ai partecipanti spunti e considerazioni sulla community di promozione, divulgazione e sostegno al software libero attiva nel nostro Paese.

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Work in Progress su Linux.it

Circa quattro anni fa è stata messa online una completa revisione di linux.it, da sempre destinato ad accogliere chi vuole avvicinarsi al mondo del software libero e guidarlo al meglio nel suo percorso di scoperta.

Questo, come i tanti altri siti tematici della rete ILS, viene costantemente monitorato ed occasionalmente ritoccato per rispondere alle domande più frequenti e comuni, ma l'aggiornamento pubblicato oggi merita una nota particolare. La homepage è stata in gran parte ridefinita per mettere in evidenza le pagine interne di maggiore interesse, che sono state a loro volta divise per categorie: quelle introduttive, quelle destinate a chi vuole effettivamente usare Linux sul proprio PC per la prima volta, quelle per chi già conosce il tema e vuole approfondire determinati argomenti, e quelle per chi vuole invece iniziare a partecipare e contribuire attivamente.

Una modifica piccola, ma destinata a condizionare le ricerche delle centinaia di visitatori che ogni singolo giorno dell'anno approdano su queste pagine per saperne qualcosa di più su Linux e sul software libero.

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1% per 100 Coworking

1%

Dopo aver raccolto diversi feedback positivi in merito all'iniziativa 1%, rivolta alla sensibilizzazione dei tanti professionisti che lavorano - più o meno consapevolmente - con software libero e opensource nei confronti del ruolo che possono e devono avere per sostenere economicamente i propri stessi strumenti produttivi, passiamo ora alla fase successiva.

In questi giorni stiamo inviando una lettera a 100 coworking distribuiti in tutta Italia, con un paio di copie del volantino divulgativo e qualche adesivo da distribuire a coloro che frequentano la struttura. L'intento è quello di allargare il pubblico raggiunto dall'appello, coinvolgendolo laddove è più facile trovarlo, proprio nei luoghi dove si svolgono le attività lavorative e, magari davanti alla macchinetta del caffé, si possa discutere dell'argomento con altre persone più o meno direttamente interessate. In questo modo vogliamo toccare una parte sempre più ampia degli operatori, anche e soprattutto al fuori dei "soliti" canali di comunicazione prettamente dedicati all'opensource, ed ispirare una porzione sempre maggiore di professionisti a prendere parte attiva nel processo di svluppo e sostegno del bene comune digitale.

Tra le altre novità correlate all'iniziativa segnaliamo che la pagina web è stata tradotta in inglese, al fine di allargare lo spunto al di fuori dei confini nazionali ed indurre gli altri promotori freesoftware europei a svolgere campagne analoghe nei rispettivi Paesi.

European Software Freedom Policy Meeting 2017

Anche quest'anno, sulla scia del primo incontro del 2016 e con l'occasione del FOSDEM 2017, venerdi 3 febbraio si è svolto a Bruxelles l'European Software Freedom Policy Meeting, organizzato da Free Software Foundation Europe e Open Forum Europe con l'intento di aggiornare reciprocamente le diverse realtà operative nel Vecchio Continente sul fronte delle libertà digitali. Naturalmente Italian Linux Society non ha mancato di partecipare anche in questa occasione.

All'ordine del giorno i prossimi sviluppi dell'iniziativa EU-FOSSA - con la quale la Commissione Europea finanzia attività di auditing su progetti opensource -, il FOSS Contribution Policy Template - documento rivolto a formalizzare la partecipazione delle amministrazioni statali a progetti di sviluppo -, e una discussione sul monitoraggio del rispetto dei principi di apertura e trasparenza digitale da parte dei diversi Paesi comunitari.

Come in ogni meeting che si rispetti un ruolo determinante hanno avuto anche le pause caffé, sfruttate per scambiare due chiacchere con altri promotori del software libero ed opensource, avere una più chiara idea di cosa succede negli altri Paesi, e raccogliere pareri sulle prossime iniziative da portare qui in Italia.

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1%

1%

Laddove in tanti considerano ancora il software libero una cosa da "smanettoni" spesso ci si dimentica delle innumerevoli persone il cui lavoro è stato abilitato dai bassi costi, l'elevata possibilità di personalizzazione e l'indipendenza operativa delle soluzioni opensource. Migliaia sono i freelance e le agenzie di sviluppo che ogni giorno lavorano per realizzare e distribuire siti web, e-commerce, applicazioni e piattaforme a partire dell'enorme patrimonio di strumenti liberi disponibili in Rete, e che dunque, di fatto, vivono grazie all'opensource.

Non tutti però sono consapevoli del grande guadagno che questo patrimonio rappresenta per loro, né tantomeno della responsabilità che hanno per supportarlo, tutelarlo e mantenerlo. Magari non per velleità etiche o morali, ma per proprio interesse personale ed economico. A loro è rivolta l'iniziativa UnoPercento, un amichevole invito ai tanti piccoli professionisti autonomi che popolano il mercato italiano ad assumere un ruolo proattivo.

L'azione proposta è quella di iniziare ad aggiungere, nelle fatture emesse verso i propri clienti, un 1% del totale, da raccogliere e destinare ai progetti liberi usati per svolgere il lavoro. In modo da riconoscere e far riconoscere un valore monetario a tali prodotti, farsi promotori di un circolo virtuoso che porta vantaggi a tutti, ed avere un impatto pratico e concreto sul sostegno dell'intero ecosistema.

L'iniziativa è puramente informale e nella pagina web sono elencati diversi modi per aderire, in modo più o meno esplicito. L'intento è quello di sensibilizzare gli operatori del settore alla sostenibilità dei propri strumenti produttivi e, dunque, della loro stessa attività professionale. Anche tu, più o meno consapevolmente, hai bisogno del software libero; il software libero ha bisogno di te.

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