AgID

La Libertà non ha Prezzo: Progetto SPID

Terza campagna di raccolta fondi su donazioni.linux.it, questa volta dedicata a tutta la pubblica amministrazione.

L'intento di questa nuova raccolta è quello di ottenere una implementazione libera ed opensource del protocollo SPID, destinato ad unificare e semplificare l'accesso ai diversi servizi web esposti dai diversi enti pubblici per mezzo di un account unico per ogni cittadino. Tra gli obiettivi dell'iniziativa c'è quello di produrre e rilasciare plugins pronti all'uso per i più popolari CMS (Wordpress, Drupal e Joomla) in modo da accelerare il più possibile l'abilitazione al nuovo sistema di autenticazione da parte dei siti pubblici che già adottano, o vorranno adottare, piattaforme di pubblicazione libere.

Come sempre, anche in questa occasione vogliamo evidenziare alle istituzioni l'impatto che lo sviluppo condiviso e collaborativo ha e potrebbe avere nei confronti della digitalizzazione del nostro Paese, di cui tutti parlano ma che troppo spesso procede a rilento sul campo. Adottando il modello opensource per lo sviluppo e la pubblicazione delle componenti software ad uso della pubblica amministrazione i tempi ed i costi di adeguamento tecnologico da parte dei singoli enti - e soprattutto di quelli più piccoli e con minori disponibilità di competenze tecniche, come i piccoli comuni o le scuole periferiche - verrebbero immediatamente decimati.

Anche per il progetto SPID i soci di Italian Linux Society mettono a disposizione i primi 3000 euro, e tutte le quote delle nuove iscrizioni all'associazione che arriveranno nel corso della campagna saranno immediatamente destinate a questo fondo.

Su donazioni.linux.it è stata inoltre arricchita la pagina dei progetti precedentemente finanziati grazie al contributo di tutti, con dettagli sullo stato di avanzamento dei lavori che saranno via via aggiornati.

Assistenza Tecnica: Dove, Come e Quando

Nel corso dello scorso mese è stata condotta presso i Linux Users Groups una mappatura di quelli che chiamiamo "sportelli di assistenza", ovvero le attività stabili e periodiche - a cadenza settimanale, bisettimanale o mensile - di supporto, sia tecnico che informativo, svolte nelle diverse città. Tali incontri, essendo appunto ricorrenti e dunque di facile reperibilità ed accesso, offrono degli ottimi punti di riferimento locali per coloro che cercano un aiuto per installare Linux sul proprio PC, risolvere specifici problemi, o più semplicemente per avere consigli e confrontarsi faccia a faccia con altri appassionati.

Sono stati al momento individuate 10 iniziative di tal fatta, prontamente evidenziate nel Calendario Eventi della LugMap con degli appositi marker per renderle quanto più visibili ed evidenti al pubblico di passaggio.

Tali esperienze sono anche state esposte sul portale delle Competenze Digitali dell'Agenzia per l'Italia Digitale, per valorizzarle e dargli il risalto che meritano. Del resto è soprattutto grazie ad attività di questo genere, costanti e puntuali, che si possono far accrescere non solo le competenze ma la stessa consapevolezza digitale dei cittadini.

Confidiamo che il numero di tali iniziative cresca nel tempo, e che altri Users Groups vogliano almeno sperimentare questa modalità operativa. Al fine di potenziare la presenza della comunità sul territorio, ed offrire utili momenti di incontro atti a coinvolgere un numero sempre maggiore di persone. Quel che serve è una sede (non necessariamente dedicata, anzi meglio ancora se si trova spazio presso un locale pubblico), un minimo di attrezzatura per far fronte alle richieste più disparate (chiavette USB e CD avviabili con distribuzioni GNU/Linux a 32 e 64 bit, ed un set di cacciaviti per eventuali piccoli interventi hardware), qualche volontario (più si è e meglio si possono organizzare turni per non gravare troppo su ogni singola persona), un poco di pazienza ed un pizzico di entusiasmo.

Coalizione per le Competenze Digitali

Italian Linux Society ha aderito alla Coalizione Nazionale per le Competenze Digitali, tavolo di lavoro indetto dall'Agenzia per l'Italia Digitale per far fronte alla carenza di competenze informatiche e di consapevolezza della tecnologia di gran parte della popolazione italiana. Al gruppo partecipano anche BiLUG e Joomla!Lombardia, entrambi soci ILS, e diverse altre realtà attive in Italia sul fronte delle libertà digitali.

Inutile dire che, per noi, il software libero ricopre un ruolo strategico per il Paese. Perché senza l'introduzione del software libero nelle scuole il computer resta una "scatola nera" di cui è difficile comprendere il reale funzionamento, perché il modello basato sulle licenze d'uso e sulla dipendenza tecnologica scoraggia e vincola l'adozione di strumenti avanzati all'interno delle aziende, perché senza una savia politica di adesione ai principi del software libero gran parte delle risorse economiche destinate dalla pubblica amministrazione alla digitalizzazione vengono spese senza ricaduta alcuna sul territorio (e dunque senza nessun incoraggiamento allo sviluppo locale di competenze).

Insieme alle argomentazioni, ci sono le azioni. Da sempre i Linux Users Groups che popolano la Penisola organizzano autonomamente corsi di Linux (che spesso sono corsi di alfabetizzazione informatica usando Linux), incontri più tecnici per favorire lo scambio ed accrescere le conoscenze dei partecipanti, ed interventi atti a dotare - malgrado i fortissimi limiti economici - le scuole locali di strumenti informatici. Tutte attività che già da tempo avvengono, da ben prima che il problema sulla mancanza di competenze emergesse a livello istituzionale, e che meriterebbero un maggiore riconoscimento.

Avendo già constatato che, purtroppo, tali posizioni non sempre hanno il peso e l'attenzione che dovrebbero, partecipando direttamente alla Coalizione avremo maggiori opportunità di esprimerle.

Crescita Digitale 2014-2020

A metà novembre l'Agenzia per l'Italia Digitale, ente strumentale della Presidenza del Consiglio rivolto alla promozione e all'accelerazione della digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni e delle imprese italiane, ha pubblicato un documento programmatico che riassume le strategie chiave che verranno adottate nel prossimo lustro per accrescere il ruolo delle tecnologie nel nostro Paese, ma anche la consapevolezza nei loro confronti ed il loro impatto sull'economia locale.

Incredibilmente tra i fattore determinanti enumerati nel documento non appare sotto nessuna forma il software libero ed opensource, che invece è stato riconosciuto in altre sedi - non ultime, le Linee Guida emanate dall'Agenzia stessa nel 2013 per il riuso di software - come elemento di valenza strategica per garantire interoperabilità, indipendenza e sostenibilità degli strumenti tecnologici adottati dalle amministrazioni pubbliche.

Di seguito la risposta (disponibile anche in PDF) di Italian Linux Society alla consultazione attualmente in corso sui contenuti del suddetto piano strutturale, con alcune considerazioni di ordine generale ed alcune proposte mirate.

Il documento “Strategia per la Crescita Digitale 2014-2020” del 6 novembre 2014, condiviso per la pubblica consultazione sul sito dell'Agenzia per l'Italia Digitale, pur affrontando il tema della digitalizzazione del nostro Paese sotto numerosi ed importanti aspetti manca a nostro avviso di citare un fattore cui ampio spazio era invece stato dato da precedenti assetti strategici dello stesso tenore e che, soprattutto negli ultimi mesi, sempre più ha interessato Pubbliche Amministrazioni di ogni dimensione e grado, italiane ed europee: il software libero e opensource.

Dati i benefici (empirici e teorici, di breve e lungo periodo, tecnici e monetari) portati sia all'amministrazione che al sistema economico dall'adozione di tale modello di sviluppo e condivisione – certamente già noti ad AgID – sorprende constatare che tale princìpio non sia affatto contemplato in un documento le cui premesse ed i cui obiettivi sono i medesimi che da sempre vengono associati ad esso.
Come può crescere l'economia locale del Paese se i fondi da destinare al settore vengono spesi per acquistare prodotti esteri, o il cui costo di licenza è spesso reiterato nel tempo senza dare alcun valore aggiunto? Come possono crescere le competenze se Ricerca & Sviluppo sono sistematicamente delegate ad un pugno di società fondate sul monopolio, il lock-in e la segretezza? Come è possibile intervenire in modo rapido ed efficiente sull'interoperabilità delle procedure e delle informazioni tra diverse amministrazioni se algoritmi e formati non sono immediatamente accessibili e condivisi da parte di chi vuole implementarli ed integrarli in nuove ed innovative soluzioni?

Per questi e per altri motivi, chiediamo che all'interno del documento programmatico in oggetto:

  • vengano esplicitati l'impiego di licenze libere e l'adesione al modello di sviluppo opensource come requisiti per il software sviluppato ed adottato nel contesto del piano strategico sotto la supervisione e con il contributo di AgID
  • la base applicativa dell'Anagrafe della Popolazione Residente, ed i relativi protocolli e componenti, siano pubblicati con una licenza libera e aperta, per permettere l'integrazione con altri applicativi paralleli e complementari vitali per il funzionamento delle amministrazioni locali
  • le risorse destinate alla formazione sulle competenze digitali siano espressamente in favore non di specifici prodotti di specifici vendor ma di soluzioni libere, aperte, pubbliche e riusabili
  • venga inclusa tra i parametri di monitoraggio la ricaduta sul territorio delle spese fatte in campo ICT da parte delle amministrazioni: i soldi spesi in licenze di applicazioni prodotte e vendute da soggetti esteri rappresentano una perdita secca nella bilancia economica, e di nessun vantaggio per la comunità locale

In questo quadro di riferimento, e data la necessità evidente di una radicale accelerazione in tema di digitalizzazione dell'amministrazione, invitiamo l'Agenzia per l'Italia Digitale a valutare anche la possibilità (e l'opportunità) di dedicare parte della propria dotazione finanziaria all'implementazione di uno stack applicativo completo orientato ai piccoli e medi comuni, da sviluppare secondo i canoni del modello opensource e da rilasciare in licenza libera, da mettere a disposizione degli enti stessi e degli operatori di mercato a loro supporto. Uno strumento di tal fatta rappresenterebbe un veloce, efficiente e vantaggioso canale per esporre ai soggetti più modesti – e dunque individualmente con minori risorse economiche, tecniche ed umane – tutte le funzioni auspicate oggi nella Strategia, già integrate con i protocolli e le interfacce previste e promosse da AgID, da far successivamente evolvere in maniera controllata eppur coordinata; esso sarebbe il “sistema operativo” della PA in Italia.

La Crescita Digitale deve necessariamente passare per una evoluzione di carattere culturale, per cui la soluzione tecnica e tecnologica non sia vista come un prodotto ma come una risorsa. Da condividere, integrare, espandere e migliorare. Non un traguardo fine a sé stesso, ma una base su cui costruire.

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