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ConfSL 2015

Il 26 e 27 giugno torna la ConfSL, l’annuale conferenza nazionale sul software libero, quest’anno a Ivrea (TO). Una occasione per fare il punto sul movimento freesoftware (e non solo software) in Italia, sui contenuti e sui traguardi, sulle strategie e sui problemi.

Come sempre il programma, in fase di perfezionamento, prevede interventi di numerosi esponenti del nostro piccolo grande mondo, ed in particolare nella seconda giornata è previsto un talk di Richard Stallman, che del movimento freesoftware è stato il fondatore.

Naturalmente all’evento sarà presente anche Italian Linux Society, in rappresentanza della capillare rete di Linux Users Groups distribuita su tutto il territorio, e ci auguriamo di trovare anche voi. Non solo per ascoltare, ma soprattutto per dire la vostra.


Document Freedom Day: Dillo al Champion!

Mercoledi 25 marzo è il Document Freedom Day, giornata internazionale dedicata ai formati digitali aperti e a tutto ciò che da essi consegue: interoperabilità, accessibilità, e libertà dal monopolio di specifici vendor. Temi da portare all’attenzione, in primis, delle pubbliche amministrazioni, tantopiù adesso che emerge preponderante il problema dello scambio di dati tra diversi enti che usano diverse piattaforme software.

Con l’obiettivo di portare l’argomento appunto all’attenzione delle amministrazioni, soprattutto quelle locali, Italian Linux Society e LibreItalia - l’associazione italiana di promozione a LibreOffice, che naturalmente del sostegno ai formati aperti fa la propria bandiera - chiamano all’appello i Digital Champions, gli “ambasciatori digitali” reclutati da Riccardo Luna per consigliare, guidare e supportare gli enti pubblici nel loro percorso di digitalizzazione. E chiedono a tutti di fare altrettanto, sfruttando la nuova piattaforma “Dillo al Champion!”, con la quale si può facilmente individuare il rappresentante più vicino e contattarlo mandandogli un messaggio su Twitter.

Gli strumenti per passare progressivamente ad una ampia adozione di formati liberi, documentati e trasparenti non mancano, ed i motivi - tecnici ed economici - abbondano. Quel che spesso manca è la volontà politica di farlo, e sta a noi sollecitare i diretti interessati.


Coalizione per le Competenze Digitali

Italian Linux Society ha aderito alla Coalizione Nazionale per le Competenze Digitali, tavolo di lavoro indetto dall’Agenzia per l’Italia Digitale per far fronte alla carenza di competenze informatiche e di consapevolezza della tecnologia di gran parte della popolazione italiana. Al gruppo partecipano anche BiLUG e Joomla!Lombardia, entrambi soci ILS, e diverse altre realtà attive in Italia sul fronte delle libertà digitali.

Inutile dire che, per noi, il software libero ricopre un ruolo strategico per il Paese. Perché senza l’introduzione del software libero nelle scuole il computer resta una “scatola nera” di cui è difficile comprendere il reale funzionamento, perché il modello basato sulle licenze d’uso e sulla dipendenza tecnologica scoraggia e vincola l’adozione di strumenti avanzati all’interno delle aziende, perché senza una savia politica di adesione ai principi del software libero gran parte delle risorse economiche destinate dalla pubblica amministrazione alla digitalizzazione vengono spese senza ricaduta alcuna sul territorio (e dunque senza nessun incoraggiamento allo sviluppo locale di competenze).

Insieme alle argomentazioni, ci sono le azioni. Da sempre i Linux Users Groups che popolano la Penisola organizzano autonomamente corsi di Linux (che spesso sono corsi di alfabetizzazione informatica usando Linux), incontri più tecnici per favorire lo scambio ed accrescere le conoscenze dei partecipanti, ed interventi atti a dotare - malgrado i fortissimi limiti economici - le scuole locali di strumenti informatici. Tutte attività che già da tempo avvengono, da ben prima che il problema sulla mancanza di competenze emergesse a livello istituzionale, e che meriterebbero un maggiore riconoscimento.

Avendo già constatato che, purtroppo, tali posizioni non sempre hanno il peso e l’attenzione che dovrebbero, partecipando direttamente alla Coalizione avremo maggiori opportunità di esprimerle.


Distribuzioni Geografiche

Sono stati pubblicati sulla LugMap un paio di grafici, destinati a mettere in evidenza la distribuzione geografica dei Linux Users Groups e degli appassionati all’argomento nel nostro Paese (estrapolando quest’ultima informazione dagli iscritti alla newsletter ILS che hanno specificato la propria provincia di interesse). Queste mappe risultano essere, oltre che curiose da vedere, anche utili per individuare le zone in cui una maggiore presenza di promozione e sostegno “linuxaro” sarebbe più utile ed efficace.

Tra le provincie col peggior rapporto numero di persone / numero di LUG (ovvero: dove il numero di interessati è molto più grande del numero di gruppi di interesse) troviamo Palermo, Roma, Modena, Cagliari e Bologna. E tra quelle con un elevato numero di curiosi ma senza nessun LUG è impossibile non citare Barletta, Frosinone, Cuneo, Campobasso ed Enna. Queste aree si presentano come terreni fertili per la nascita di nuovi gruppi di promozione, specialmente nei centri di provincia più distanti dai rispettivi capoluoghi, che sappiano coinvolgere in primis coloro che già sono sul territorio e conoscono il tema, svolgere attività più o meno periodiche, entrare nelle scuole e negli uffici pubblici, e promuovere il software libero in tutte le forme e su tutti i canali.

A coloro che vogliano cimentarsi con la costituzione di un nuovo LUG consigliamo di sfogliare il “Manuale Operativo per la Community”, e ricordiamo il LUG Radar e l’opportunità di avere supporto istituzionale da ILS.


Diritto al Rimborso: Interpellati i Produttori

La campagna divulgativa sul rimborso delle licenze Windows sui PC di nuovo acquisto, lanciata per accompagnare la lettera firmata insieme all’Associazione Diritti Utenti e Consumatori e Free Software Foundation Europe e destinata all’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, ha avuto un discreto successo ed ha permesso di informare molti sul diritto sancito in settembre dalla Corte di Cassazione. Ma come anticipato c’è ancora molto da fare prima che tale diritto sia reso effettivo, ed i primi a dover essere coinvolti sono i produttori che tale rimborso lo devono all’atto pratico garantire ed erogare.

Abbiamo pertanto stamane inviato una lettera a quattro dei maggiori distributori di computer in Italia, con l’intento di sollecitare loro una dichiarazione ed una esplicita posizione sulla vicenda. In modo da poter informare il pubblico sulle loro intenzioni, e permettere a tutti di regolarsi di conseguenza quando sarà il momento di acquistare un nuovo PC.

La lettera è pubblicata sul sito della campagna, su cui verranno esposte anche le risposte ricevute (o verrà evidenziata la mancanza di una risposta…). Vi raccomandiamo di continuare a condividere e diramare l’appello sui social network, e a segnalare ad AGCM eventuali problemi riscontrati durante l’esercizio del proprio diritto.


Il Nuovo Planet LUG

Da tempo immemore Italian Linux Society ospita un “planet”, un aggregatore delle news provenienti dai siti dei Linux Users Groups italiani. Oggi ne è stato pubblicato un restyle, rinnovato nella grafica - resa coerente con gli altri siti del network ILS - ma soprattutto nel meccanismo di aggiornamento, che lo rende connesso ai contenuti della LugMap e dunque sempre autonomamente allineato per riflettere lo stato attuale della rete dei gruppi di supporto linuxaro.

Tra le altre cose, da questo costante flusso di news vengono estrapolate le segnalazioni degli eventi che finiscono poi nel Calendario Eventi (e conseguentemente notificati agli iscritti alla newsletter).

Per fruire del nuovo Planet LUG è possibile consultare la homepage, o sottoscrivere il feed Atom con il proprio reader preferito. Per gli entusiasti di Twitter, inoltre, ricordiamo la lista “News dai LUG”, che raccoglie tutti gli account di microblogging dei LUG italici.

Un modo alternativo per essere sempre informati di quel che accade nella nostra comunità!


Report: Linux Day 2014

Sabato 25 ottobre 2014 si è svolta la quattordicesima edizione del Linux Day, la principale manifestazione italiana sul software libero. E negli scorsi mesi sono stati erogati due distinti questionari, uno agli organizzatori delle quasi 100 istanze locali dell’iniziativa ed uno a coloro che vi hanno partecipato in veste di visitatori, con lo scopo di analizzare e misurare l’impatto che anche quest’anno l’evento ha avuto.

Pubblichiamo oggi i risultati raccolti, miscelati nel Rapporto Linux Day 2014, che presenta entrambi i punti di vista per una visione di insieme completa. Nel bene e nel male, e con qualche considerazione finale sul futuro dell’iniziativa.

Approfittiamo per ricordare che il prossimo Linux Day si svolgerà sabato 24 ottobre 2015, come sempre in tutta Italia. Per aggiornamenti è possibile seguire il sito web dedicato, l’account Twitter, la pagina Facebook, la pagina Google+, o la mailing list di coordinamento.


Uno per Tutti

In Italia, contrariamente a molti altri Paesi, ci sono dozzine di gruppi locali di promozione a Linux ed al software libero che conducono le attività più disparate: corsi, sportelli periodici di assistenza, il Linux Day e diversi altri tipi di incontri e iniziative.

Non tutti sono costituiti in associazioni, e spesso - soprattutto tra i più giovani - si preferisce un approccio informale: un gruppo di persone, una mailing list, e chi vuole può partecipare anche solo occasionalmente. Tale assetto, assolutamente lecito e legittimo ed anzi consigliabile appunto a chi sta avviando un nuovo LUG e non vuole barcamenarsi tra gli adempimenti burocratici di una associazione propriamente detta, presenta un unico grosso limite: non esistendo un soggetto giuridico di riferimento è più difficile avere rapporti col proprio Comune e con altri enti, sia statali che di altro genere.

Ed è qui che interviene Italian Linux Society, nella sua perenne missione di dare supporto alle realtà che agiscono sul territorio in nome del software libero. Laddove esista un gruppo informale che voglia relazionarsi con le proprie istituzioni locali, magari per chiedere un patrocinio, o degli spazi, o per partecipare ad un progetto cittadino strutturato, ILS si offre come soggetto di riferimento cui intestare procedimenti, carte, moduli, ed insomma cui delegare le incombenze amministrative formali. In questo modo sarà possibile avere una realtà giuridica di appoggio, e di fatto agire con i mezzi e l’autorità di una associazione a pieno titolo pur non dovendo assumerne direttamente gli oneri.

Per accedere a tale opportunità è richiesto che almeno un membro del gruppo sia iscritto ad Italian Linux Society, affinché ne sia portavoce e referente locale, e sottoporre le proprie richieste al Consiglio Direttivo (all’indirizzo ils-cd@linux.it). Per i gruppi che invece già sono costituiti in associazione, ricordiamo la possibilità di aderire alla crescente rete ILS semplicemente sottoponendo richiesta di iscrizione all’indirizzo direttore@linux.it.


Un Anno con ILS

Italian Linux Society è stata fondata a Savona nel 1994, dunque quest’anno ha compiuto 20 anni. Ma non siamo qui a raccontarvi del passato, di quei pionieri che ancor prima della diffusione del web già promuovevano un sistema operativo - ed una “filosofia” della condivisione di strumenti e conoscenze - al secolo esotico e misconosciuto persino agli addetti ai lavori ma che nel corso degli anni ha radicalmente cambiato non solo il mondo dell’informatica ma, con le sue numerose influenze culturali, l’intero approccio alla cultura digitale. O almeno, non lo raccontiamo oggi.

Oggi passiamo in rassegna le attività svolte nel corso del 2014, anno particolarmente intenso e prodigo di iniziative, ed anticipiamo i contesti in cui l’impegno dovrà restare alto nel 2015. In ordine sparso:

  • il motto "Con Linux Puoi" ha accompagnato l'uscita di scena di Windows XP, vetusto sistema operativo oramai abbandonato da Microsoft e da tutti i produttori di hardware e software. Ma ancora vediamo in giro moltissime istanze di questa oramai insicura ed instabile piattaforma, e molto lavoro ci sarà da fare nel 2015 per informare e sollecitare l'abbandono effettivo anche da parte del pubblico (magari in favore di Linux!)
  • nel 2014 hanno abbondato gli appelli nei confronti delle istituzioni: prima con una lettera al Governo Renzi, poi con la massiccia partecipazione alla consultazione sulla scuola promossa dal Ministero dell'Istruzione con la contro-campagna "La Libera Scuola", e più recentemente la lettera aperta di commento al piano sulla "Strategia per la Crescita" di AgID. Come associazione di riferimento nazionale è nostro dovere continuare a rammentare ai nostri rappresentanti e funzionari l'interesse economico, politico e strategico del software libero e opensource nella pubblica amministrazione, a scuola, e in tutti i settori critici d'impiego della tecnologia informatica
  • la campagna "Sistema Inoperativo" sul rimborso delle licenze di software pre-installato benché non richiesto, è rapidamente divenuta virale presso il pubblico sensibile all'argomento. Nel corso del prossimo anno sarà prioritario insistere verso i produttori ed i distributori di PC affinché prendano atto di questo diritto, sancito dalla Cassazione, e siamo certi che non sarà facile. Nel frattempo, possiamo consigliarvi per i vostri prossimi acquisti di consultare la classifica dei produttori più Linux-friendly
  • abbiamo celebrato i primi 2000 iscritti alla nostra newsletter (ad oggi, quasi 3000) con un questionario pubblico, che ha fatto emergere molti aspetti inediti sulla community di persone che hanno scelto Linux ed il software libero
  • impossibile non citare, come sempre, il Linux Day, manifestazione nazionale sostenuta da Italian Linux Society ma organizzata in primis dai gruppi di promozione locale e giunta alla sua quattordicesima edizione. Nelle prossime settimane condivideremo dati e misure più precise sui risultati del 2014

Ringraziamo chi ho sostenuto, supportato o ispirato le nostre attività, tra cui ADUC, Wikimedia Italia, LPI e Carrara Computing International. Ma anche i Linux Users Groups che ogni giorno operano nelle rispettive città in favore del software libero, i FabLab e i CoderDojo che hanno preso parte alle varie istanze locali del Linux Day 2014, e tutti coloro (tantissimi!) che in vario modo - sui social network, le mailing list, il passaparola - ci hanno aiutato a divulgare il nostro messaggio.

Chi volesse partecipare ancora più attivamente alle nostre iniziative, o meglio ancora aiutarci a studiarne di nuove, è natualmente possibile iscriversi per l’anno 2015 ad Italian Linux Society utilizzando l’apposito form online, come individuo o come associazione.


Crescita Digitale 2014-2020

A metà novembre l’Agenzia per l’Italia Digitale, ente strumentale della Presidenza del Consiglio rivolto alla promozione e all’accelerazione della digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni e delle imprese italiane, ha pubblicato un documento programmatico che riassume le strategie chiave che verranno adottate nel prossimo lustro per accrescere il ruolo delle tecnologie nel nostro Paese, ma anche la consapevolezza nei loro confronti ed il loro impatto sull’economia locale.

Incredibilmente tra i fattore determinanti enumerati nel documento non appare sotto nessuna forma il software libero ed opensource, che invece è stato riconosciuto in altre sedi - non ultime, le Linee Guida emanate dall’Agenzia stessa nel 2013 per il riuso di software - come elemento di valenza strategica per garantire interoperabilità, indipendenza e sostenibilità degli strumenti tecnologici adottati dalle amministrazioni pubbliche.

Di seguito la risposta di Italian Linux Society alla consultazione attualmente in corso sui contenuti del suddetto piano strutturale, con alcune considerazioni di ordine generale ed alcune proposte mirate.

Il documento “Strategia per la Crescita Digitale 2014-2020” del 6 novembre 2014, condiviso per la pubblica consultazione sul sito dell'Agenzia per l'Italia Digitale, pur affrontando il tema della digitalizzazione del nostro Paese sotto numerosi ed importanti aspetti manca a nostro avviso di citare un fattore cui ampio spazio era invece stato dato da precedenti assetti strategici dello stesso tenore e che, soprattutto negli ultimi mesi, sempre più ha interessato Pubbliche Amministrazioni di ogni dimensione e grado, italiane ed europee: il software libero e opensource. Dati i benefici (empirici e teorici, di breve e lungo periodo, tecnici e monetari) portati sia all'amministrazione che al sistema economico dall'adozione di tale modello di sviluppo e condivisione – certamente già noti ad AgID – sorprende constatare che tale princìpio non sia affatto contemplato in un documento le cui premesse ed i cui obiettivi sono i medesimi che da sempre vengono associati ad esso. Come può crescere l'economia locale del Paese se i fondi da destinare al settore vengono spesi per acquistare prodotti esteri, o il cui costo di licenza è spesso reiterato nel tempo senza dare alcun valore aggiunto? Come possono crescere le competenze se Ricerca & Sviluppo sono sistematicamente delegate ad un pugno di società fondate sul monopolio, il lock-in e la segretezza? Come è possibile intervenire in modo rapido ed efficiente sull'interoperabilità delle procedure e delle informazioni tra diverse amministrazioni se algoritmi e formati non sono immediatamente accessibili e condivisi da parte di chi vuole implementarli ed integrarli in nuove ed innovative soluzioni? Per questi e per altri motivi, chiediamo che all'interno del documento programmatico in oggetto:
  • vengano esplicitati l'impiego di licenze libere e l'adesione al modello di sviluppo opensource come requisiti per il software sviluppato ed adottato nel contesto del piano strategico sotto la supervisione e con il contributo di AgID
  • la base applicativa dell'Anagrafe della Popolazione Residente, ed i relativi protocolli e componenti, siano pubblicati con una licenza libera e aperta, per permettere l'integrazione con altri applicativi paralleli e complementari vitali per il funzionamento delle amministrazioni locali
  • le risorse destinate alla formazione sulle competenze digitali siano espressamente in favore non di specifici prodotti di specifici vendor ma di soluzioni libere, aperte, pubbliche e riusabili
  • venga inclusa tra i parametri di monitoraggio la ricaduta sul territorio delle spese fatte in campo ICT da parte delle amministrazioni: i soldi spesi in licenze di applicazioni prodotte e vendute da soggetti esteri rappresentano una perdita secca nella bilancia economica, e di nessun vantaggio per la comunità locale
In questo quadro di riferimento, e data la necessità evidente di una radicale accelerazione in tema di digitalizzazione dell'amministrazione, invitiamo l'Agenzia per l'Italia Digitale a valutare anche la possibilità (e l'opportunità) di dedicare parte della propria dotazione finanziaria all'implementazione di uno stack applicativo completo orientato ai piccoli e medi comuni, da sviluppare secondo i canoni del modello opensource e da rilasciare in licenza libera, da mettere a disposizione degli enti stessi e degli operatori di mercato a loro supporto. Uno strumento di tal fatta rappresenterebbe un veloce, efficiente e vantaggioso canale per esporre ai soggetti più modesti – e dunque individualmente con minori risorse economiche, tecniche ed umane – tutte le funzioni auspicate oggi nella Strategia, già integrate con i protocolli e le interfacce previste e promosse da AgID, da far successivamente evolvere in maniera controllata eppur coordinata; esso sarebbe il “sistema operativo” della PA in Italia. La Crescita Digitale deve necessariamente passare per una evoluzione di carattere culturale, per cui la soluzione tecnica e tecnologica non sia vista come un prodotto ma come una risorsa. Da condividere, integrare, espandere e migliorare. Non un traguardo fine a sé stesso, ma una base su cui costruire.