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Un Contributo Importante: il Tuo

Seguendo lo spirito del Linux Day 2014, quest’anno dedicato alle Community che quotidianamente operano per arricchire e tutelare il patrimonio comune di software, contenuti ed informazioni di cui - spesso inconsapevolmente - gode la maggior parte della popolazione tecnologica, è stata oggi pubblicata sul trafficato sito linux.it una sorta di “bacheca” in cui verranno pubblicati nel tempo varie richieste di aiuto e supporto a diverse attività legate in un modo o nell’altro alla diffusione di Linux e del software libero in Italia. Interventi soprattutto in forma di supporto tecnico e programmazione rivolti a chi possiede particolari competenze e vuole metterle a disposizione, ma anche di divulgazione e promozione cui tutti possono indipendentemente aderire per dare il proprio contributo concreto e pratico.

Confidiamo che lo strumento, che implementa un approccio “opensource” alle azioni stesse della comunità freesoftware e deliberatamente pubblicato su una pagina di ampio passaggio, aiuti ad intercettare nuovi volontari intenzionati ad avere un proprio ruolo attivo, non da semplici spettatori, alla rivoluzione digitale e culturale abilitata dall’Internet.

Per chi volesse da subito attivarsi con una semplice azione operativa, ricordiamo che sono disponibili i banner del Linux Day 2014, da esporre sul proprio sito, il proprio blog, o anche condividere sui propri profili social.


Voglia di Software Libero

Il Ministero per la Semplificazione ha pubblicato qualche dato sulle mail ricevute a seguito dell’appello lanciato il mese scorso al fine di coinvolgere i cittadini con idee e proposte finalizzate a migliorare la funzione ed il funzionamento della Pubblica Amministrazione in Italia. E salta all’occhio come tra i temi più spesso citati spontaneamente, al di fuori degli argomenti proposti, si trovi anche il software libero, presente in più di 1000 messaggi (compreso quello di Italian Linux Society) indirizzati negli ultimi 30 giorni a rivoluzione@governo.it Un numero che lascia pochi dubbi sulla diffusione e sulla capillarità del “fenomeno opensource”, evidentemente sentito e percepito da una fetta consistente di cittadini a loro volta sempre più coscienti ed attenti al ruolo che la tecnologia ha nella nostra vita quotidiana.

Il software libero e opensource, che per sua natura è interoperabile, trasparente ed economicamente efficiente, è e deve essere lo strumento e la metodologia d’elezione con cui implementare la digitalizzazione di una Pubblica Amministrazione altrettanto interoperabile, trasparente ed efficiente. Le disposizioni normative in tal senso non mancano, la volontà popolare (evidentemente) neppure, è ora necessaria l’intenzione politica - condita da competenza e consapevolezza tecnica - per rendere operativi i proclami di innovazione e cambiamento.

Ci auguriamo che questa massiccia risposta pubblica venga interpretata come un segnale da parte del Governo, una presa di posizione che non può essere ignorata né tantomeno rimandata ulteriormente.


La Nostra Lettera al Governo

Come molti sanno il Governo Italiano attualmente in carica ha lanciato alla fine del mese scorso un appello per raccogliere spunti e idee per migliorare la Pubblica Amministrazione italiana. E anche Italian Linux Society ha voluto dir la sua. Rammentando il ruolo del software libero come strumento di integrazione e trasparenza, e lanciando una proposta forse modesta ma comunque concreta ed immediatamente applicabile: il coinvolgimento di CONSIP, crocevia degli acquisti tecnologici (hardware e software) degli enti istituzionali, per applicare e far rispettare una legge saggia ma ancora troppo scarsamente osservata.

Regolamenti e norme per il freesoftware nella amministrazione pubblica già esistono. Ogni tanto è giusto ricordarne l’esistenza e sollecitarne il rispetto.

Questa mail viene inoltrata a nome di Italian Linux Society, associazione nazionale per la promozione di Linux e del Software Libero ( http://www.ils.org/ ). Nel congratularci per l'interessante iniziativa di raccolta di spunti da parte dei cittadini per il miglioramento e l'efficientamento della Pubblica Amministrazione, vorremmo a nostra volta sprimere un parere facendo direttamente riferimento all'appello circolato in forma di lettera e riportato dai media. Il Codice di Amministrazione Digitale (decreto legislativo 7 marzo 2005 n. 82) all'articolo 68 cita la necessità da parte delle amministrazioni di svolgere, in sede di acquisizione di prodotti software per lo svolgimento delle proprie mansioni, una valutazione comparativa che argomenti le ragioni tecniche ed economiche della scelta di una soluzione o dell'altra. Dettagliate modalità di stesura di tale valutazione sono enumerate nella circolare 63/2013 emessa dall'Agenzia per l'Italia Digitale, che specifica e prioritizza i parametri da prendere in considerazione. Suggerendo peraltro la preferenza per soluzioni di carattere "libero" e "opensource", di cui dunque il committente riceve copia integrale del codice sorgente. Tale disposizione è ispirata da precisi obiettivi strategici, il cui scopo è quello di garantire l'interoperabilità delle piattaforme a lungo termine, evitare scomode ed anti-economiche condizioni di lock-in tecnologico, ed avere maggiore flessibilità nell'assegnazione di appalti e nell'aggiornamento delle infrastrutture. Purtroppo però tale condizione è troppo spesso ignorata, a volte per scarsa conoscenza della norma, altre volte per scarsa conoscenza delle alternative esistenti, più frequentemente per inerzia, scarsa iniziativa, o dipendenza da parte di specifiche piattaforme e specifici formati documentali (esattamente ciò che, come detto, la norma vorrebbe evitare). La semplice applicazione dei regolamenti già in essere, ed in particolare l'adozione di soluzioni a codice aperto e con licenza libera, sarebbe l'opportunità per incidere sugli strumenti informatici che l'amministrazione pubblica usa e mette a disposizione, in termini di integrabilità delle soluzioni, ricaduta locale degli investimenti in campo tecnologico - ora destinati in larga parte a sovvenzionare ricerca e sviluppo condotti dall'altra parte dell'oceano -, e risparmio economico. Il coinvolgimento di CONSIP, affinché richieda le suddette valutazione comparative e le pubblichi contestualmente ai bandi collettivi emessi dal consorzio, sarebbe certo un importante passo in questa direzione. E i fondi oggi spesi per il periodico rinnovo delle licenze software, che offrono ben scarso valore aggiunto, sarebbero da dirottare in modo più proficuo e utile alla - spesso carente - formazione dei dipendenti al fine di aumentare la loro conoscenza degli strumenti a disposizione e, conseguentemente, la loro abilità e produttività. I soci dell'associazione Italian Linux Society, che da 20 anni opera nel campo del software libero ed opensource, restano a disposizione per eventuali approfondimenti, spunti e segnalazioni su metodi, possibilità e potenzialità di questo genere di soluzioni all'interno della Pubblica Amministrazione.

Un Ostacolo in Meno per Linux a Scuola

Un piccolo, grande aggiornamento per quanto riguarda l’uso di software libero a scuola.

Da alcuni anni agli studenti delle scuole italiane vengono somministrati questionari volti a valutare la qualita’ e l’efficacia della didattica negli istituti, su iniziativa del Ministero per l’Istruzione e su supervisione dell’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo (INVALSI). Purtroppo pero’ l’unico modo con cui ogni scuola poteva trasmettere all’ente gli esiti delle prove e’ sinora stato un documento fruibile esclusivamente con il programma Microsoft Excel, pesantemente manipolato con funzionalita’ non interoperabili con applicativi analoghi quali LibreOffice o OpenOffice, e dunque impossibile da utilizzare su piattaforme operative diverse da Microsoft Windows. In passato cio’ ha provocato gravi situazioni di imbarazzo e difficolta’ a coloro che, con impegno e dedizione, spesso usando il proprio tempo libero e la propria pazienza, sono riusciti ad introdurre alternative libere (nonche’ gratuite e legalmente ridistribuibili agli studenti a costo zero) nei rispettivi istituti scolastici, i quali si sono trovati impossibilitati a svolgere una operazione richiesta dall’organismo centrale.

Ma oggi, grazie a numerose richieste ed a numerosi solleciti - generati soprattutto dal sempre attivissimo gruppo del progetto WiiLD, primo promotore del software libero nella scuola nostrana - INVALSI ha iniziato a distribuire una applicazione ad-hoc, cross-platform, che permette a tutti di dialogare digitalmente con l’ente per la raccolta delle informazioni. Un dettaglio di grande valore, destinato a rendere piu’ facile l’adozione di soluzioni informatiche alternative e svincolate dal circolo vizioso del monopolio “de facto” che vige in tanti ambiti, non ultimo quello della scuola, pesando sui bilanci e sull’autonomia che dovrebbe essere garantita al delicato settore dell’istruzione. Tutti coloro che operano o forniscono assistenza tecnica all’interno di una scuola sono invitati a prendere parte alla sperimentazione del nuovo programma, inviando una mail di richiesta informazioni a prove2014@invalsi.it.

Un pezzetto alla volta, auspichiamo in una scuola sempre piu’ aperta, libera, partecipata e consapevole, anche in campo tecnologico.


Con Linux Puoi

Che Linux sia un sistema adatto alla maggior parte degli utilizzi casalinghi lo sanno pressoché tutti coloro che abitualmente lo adoperano con soddisfazione sui loro rispettivi PC. Ma ancora in molti non lo sanno, soprattutto tra coloro che più ne sarebbero interessati: chi utilizza Windows XP, piattaforma rilasante oramai a più di 10 anni fa per la quale nel giro di un mese verrà definitivamente sospeso il supporto da parte di Microsoft e che dunque non riceverà più aggiornamenti atti a garantirne (o quantomeno a tamponarne) la stabilità e la sicurezza, rendendolo ancor più vulnerabile ad ogni genere di crash o attacco informatico.

Pertanto vi invitiamo a far conoscere l’opportunità offerta dal software libero e opensource ad amici e conoscenti per mezzo dell’iniziativa “Con Linux Puoi”: una semplice pagina web che riassume i validi motivi per preferire Linux e alcuni riferimenti utili da condividere sul web, sui social network, sui blog, magari accompagnandolo con un proprio commento basato sulla propria esperienza.

Cosa si può fare con Linux? Navigare il web in modo veloce e protetto. Mantenere sempre aggiornato il proprio sistema grazie agli strumenti integrati per l’amministrazione delle applicazioni. Creare documenti, video, immagini e musica sfruttando l’ampio insieme di programmi a disposizione. E, prerogativa assoluta di Linux rispetto a tutti gli altri: avere completo accesso al funzionamento dell’intero struttura, e dunque avere la possibilità di capirne i meccanismi e modificarlo in ogni aspetto.

Il resto, diccelo tu!


Chi usa Linux?

Ad un mese dall’annuncio del questionario dedicato ad investigare l’identità e le opinioni degli utenti GNU/Linux in Italia, pubblichiamo in un documento le risposte raccolte. Arricchite da qualche commento e considerazione sui non sempre così scontati risultati emersi, che invitiamo tutti a leggere e a valutare.

Il movimento freesoftware cresce ma soprattutto evolve e muta ed è importante riconoscere tale evoluzione per trarne sempre il massimo coinvolgimento da parte di tutti, coinvolgimento da cui dipende la sua stessa esistenza in qualità di community basata sulla condivisione e sulla collaborazione.

Ringraziamo tutti coloro che hanno dedicato qualche minuto alla compilazione della scheda, che lasciamo comunque a disposizione per tutti coloro che, capitando su queste pagine, volessero a loro volta dire la propria e fornire un ulteriore contributo.

Il documento è scaricabile da qui in formato PDF, e liberamente ridistribuibile in licenza Creative Commons 4.0.


9 Domande per 2000 Risposte

Siamo lieti di annunciare che la newsletter di Italian Linux Society, inaugurata contestualmente alla massiccia revisione del sito operata un anno fa, ha recentemente toccato quota 2000 iscritti: un bel numero di persone - in costante crescita - interessate al mondo del software libero e nella maggior parte dei casi alle iniziative locali notificate per mezzo del LugCalendar.

Approfittiamo di questo ampio - e per certi versi inedito - pubblico per proporre un questionario, cui appunto gli iscritti alla newsletter sono i primi invitati ma comunque aperto a tutti, con due diversi obiettivi: raccogliere qualche informazione saporitamente statistica su chi nel nostro Paese ha il pallino per Linux, e collezionare consigli utili per perfezionare le nostre attivita’ presenti e future. Poche e semplici domande di carattere genericamente anagrafico, sul proprio coinvolgimento all’interno della community, e sulla propria opinione su alcuni temi - grandi e piccoli - di interesse primario; pochi minuti per dare un contributo e fornire dati e spunti da cui far emergere idee e progetti con cui continuare a promuovere il software libero in Italia.

Il questionario e’ reperibile qui, in caso di problemi di accesso o compilazione e’ possibile contattare l’indirizzo mail direttore@linux.it per assistenza.

Come sempre i risultati saranno pubblicati, in forma aggregata, nei prossimi mesi.


Beni Culturali Aperti

Tra le numerose iniziative rivolte alla sensibilizzazione ed alla diffusione dei dati aperti e liberi - tema affine a quello del software libero in quanto ispirato dai medesimi principi di trasparenza e condivisione della conoscenza - Italian Linux Society aderisce ufficialmente e di buon grado a “Beni Culturali Aperti”, appello promosso da OKFN e rivolto al Ministro dei Beni e delle Attivita’ Culturali e del Turismo Massimo Bray articolato in nove dettagliati emendamenti da applicare al vigente Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio con l’obiettivo di facilitare l’accesso alle informazioni riguardanti lo sterminato e preziosissimo patrimonio artistico in Italia.

Del resto proprio il tesoro storico conservato nel nostro Paese, invidiato in tutto il mondo ma troppo spesso ignorato dagli stessi cittadini italiani e scarsamente valorizzato dalle istituzioni (se non anche peggio lasciato al degrado ed alla rovina, come ci raccontano le cronache quotidiane) sembra essere un naturale soggetto atto ad essere esplorato ed analizzato con i potenti strumenti del paradigma opendata, da cui trarre dettagli utili allo studio e alla conservazione dei beni stessi, ma anche al turismo e ad altri impieghi con ricadute produttive sul territorio. E, dati questi presupposti, i suddetti emendamenti si pongono come opportunita’ di accrescimento non solo intellettuale ma anche economico; una opportunita’ che l’Italia, notoriamente in Crisi di risorse e motivazioni, non puo’ lasciarsi sfuggire.

Invitiamo tutti ad aderire altrettanto all’iniziativa, per mezzo dell’apposito form online, entro il 31 dicembre; piu’ sottoscrizioni verranno raccolte, piu’ forte sara’ il messaggio rivolto al Ministero, piu’ alte saranno le possibilita’ che gli emendamenti vengano effettivamente raccolti ed applicati. Sarebbe decisamente un buon modo per iniziare il 2014, con l’augurio che possa essere un anno di sempre maggiore consapevolezza in ambito digitale e culturale.


LugMap alla Riscossa

La LugMap, l’indice dei Linux Users Groups distribuiti sul territorio italiano, e’ certamente uno dei servizi piu’ utili e popolari mantenuti da Italian Linux Society: ogni giorno riceve decine di visite, il widget web arricchisce svariati siti di militanti e simpatizzanti linuxari sull’Internet, e la base di dati - pubblicati in formato rigorosamente libero e aperto - viene regolarmente usata in modi inattesi e creativi come ad esempio nella app Android.

Per questi motivi essa e’ costantemente tenuta aggiornata, per rispecchiare gli incredibilmente frequenti cambiamenti nella “linuxsfera” del nostro Paese, ed e’ oggetto di periodiche modifiche e estensioni. Tra cui quelle che annunciamo oggi.

In primis, dopo un lungo periodo di sperimentazione e’ stata finalmente integrata la mappa georeferenziata dei LUG, strumento che amplifica l’utilita’ dell’indice rendendo ancora piu’ semplice individuare a colpo d’occhio il gruppo di appassionati piu’ vicino a casa da contattare per ricevere informazioni, supporto, e per partecipare alle relative attivita’ (o magari proporne di nuove).

In secundis, e’ stato reso disponibile l’inedito LugRadar. Nato dalla volonta’ di facilitare l’instaurazione di nuovi LUG ed associazioni affini sul territorio, lo strumento permette agli entusiasti residenti in una stessa zona di “intercettarsi” reciprocamente, conoscersi, e - ci auguriamo - decidere di fondare un nuovo nucleo operativo. Perche’ per quanto gli Users Groups gia’ siano assai numerosi essi non bastano mai, e sempre piu’ spesso e’ richiesta una presenza fisica di riferimento sia per scopi divulgativi che per la sensibilizzazione in particolare di scuole ed istituzioni. Naturalmente ricordiamo il supporto che Italian Linux Society puo’ dare a coloro che vogliono intraprendere questa avventura: il Manuale Operativo fornisce una panoramica dei servizi messi a disposizione di tutti - associati e non -, e siamo sempre disponibili ad accogliere richieste di delucidazioni.


Didattica Aperta 2013

Italian Linux Society e’ lieta di supportare l’edizione 2013 di Didattica Aperta, annuale conferenza sul software libero a scuola che quest’anno si terra’ sabato 16 novembre a Ivrea (TO).

La manifestazione di quest’anno presenta un ampio programma con tutti i protagonisti della didattica libera e condivisa del nostro Paese: tra gli altri il progetto WiiLDOS (che, oltre ad una sempre maggiormente popolare distribuzione GNU/Linux per la scuola, aggrega una delle piu’ grandi comunita’ di docenti freesoftware in Italia), i referenti di Porte Aperte sul Web (grande opera di supporto e sviluppo di strumenti online, rigorosamente opensource, per le scuole), e gli interventi di Renzo Davoli e Norberto Patrignani, professori di alto profilo ben noti al pubblico anche oltre i confini dell’universo Linux.

Come sempre l’evento cerca di fare il punto sul rapporto tra tecnologia ed insegnamento, evidenziando come il software ed i contenuti liberi non siano solo strumenti educativi ma essi stessi stimolo alla partecipazione, alla collaborazione, allo scambio, alla creativita’. Un appuntamento importante per andare oltre una visione superficiale ed incompleta dell’innovazione della scuola, fatta di tablet e LIM da continuare ad usare per la fruizione passiva dei materiali, e per rimettere in discussione i fondamenti stessi della didattica, che dalla tecnologia dovrebbe essere potenziata anziche’ vincolata.

Appuntamento dunque ad Ivrea, sabato 16 novembre. Invitati soprattutto gli insegnanti, e tutti coloro che desiderano capire (e costruire) una nuova scuola per i nostri giovani.